Butera dimostra, con la qualità della costruzione dei suoi volumi, una sensibilità plastica profondamente connaturata alla sua visione che si identifica col suo fare. La tensione che scava tra ironia, tragedia, grottesco, tradizione ed eros, organizza persone, eventi e passioni travolgendole con un afflato umano profondamente originale che trova le proprie radici in un mondo arcaico e civilissimo ad un tempo. La visualizzazione dei moti interiori riesce a sovra esaltarsi con la comprensione delle culture degli aborigeni d'Australia come nel recupero della ceramica raku. Così i materiali che Bufera preferisce: il bronzo, la terracotta (patinata o meno) o il gesso, divengono complementari alla pittura, e viceversa, per il gioco della luce sulle superfici che si manifesta anche attraverso la traccia del gesto; ciò che introduce l'osservatore ad un aspra e vigorosa poesia. |